mercoledì 30 maggio 2018

Giove e " l'antico segreto dell'Agnello Pasquale"




Aria tiepida piacevole, l'odore del mandorlo rendeva nobile la mia docile posa, tra lo spazio e la forma di una valle fiorita, lo sguardo si perdeva facilmente nel mare celeste.
Immerso nella storia, apprezzavo l'architettura ed i contorni della Grecia Sicula, in una strada su per l'Olimpo, ove Giove impose la sua Magnificenza, mi trovai al cospetto del Tempio della Concordia.....
Rimasi in silenzio per alcuni minuti, quasi a voler sfidare Munch, tutto fu breve però, non urlai, ma  la chiacchiera mi condusse via, un oracolo o forse un uomo " ai limiti della ragione"  mi regalò madam Follia, facendomi scoprire il piacevole paradiso del Gusto.....
Uno sguardo impenetrabile, barba folta, lunghi capelli, un barbaro tra i Greci, con voce ferma mi disse "Beddu picciotto( bel ragazzo), Chi consistendo nel luogo e nel tempo, libererà le ragioni delle idee dal luogo e dal tempo, si confermerà agli enti Divini".
Pensai che fosse un pazzo, lui incalzo':"Parlo in nome di Giordano, Bruno Giordano",   scusate il francesismo ma chi "'cazz'è"' dissi tra me..., scoprii più tardi che si trattava di un filosofo del XVI secolo.
Con fare scortese decisi di andare, l'uomo continuò:"Non lasciare questa terra senza aver decapitato l'Agnello, quello Pasquale", e giù una grossa risata.....
Via, discesi la Valle, tra Giordano Bruno, e agnelli decapitati, la giornata era iniziata  nel migliore dei modi, in macchina, tra rotonde, interruzioni, deviazioni,  una prova feroce per il mio senso dell'orientamento,  arrivai casualmente all'ingresso di un paese, sotto un cartello che testualmente riportava: Benvenuti nella città dell' agnello Pasquale"....
Madooo, l'agnello mi perseguitava, decisi di capire cosa si nascondesse dietro il culto di questo animale, chiesi un po' in giro, e la gente ospitale delizio' le mie papille gustative con il dolce tipico di pasqua:
"L' Agnello Pasquale"...dimenticavo mi trovavo a Favara....

Favara Sagra dell'Agnello Pasquale

Pix promenade

L'Agnello Pasquale è costituito da:
pasta reale, ottenuta dalla lavorazione a caldo di mandorle tritate, acqua e zucchero;pasta di pistacchio, che costituisce il ripieno, ottenuta dalla lavorazione a caldo di pistacchi tritati, acqua e zucchero.
Per aromatizzare si può usare scorza di limone grattugiata e profumo di vaniglia. La classica decorazione è la "velata", cioè zucchero fondente che copre l'intero Agnello....
La vera ricetta è un antico segreto che ogni famiglia Favarese custodisce con parsimonia....
Per chi volesse assaporare l' Agnello Pasquale consiglio di rivolgersi alla signora Claudia che realizza il tutto tramite l' antica ricetta e prodotti rigorosamente artigianali, il prodotto finito è riportato nella foto dell' articolo, per info, se può essere utile lascio il suo contatto telefonico: 389/1547066.

Cenni storici
La tradizione narra che le prime a preparare questo dolce furono le suore del Collegio di Mariadel quartiere "Batia" di Favara. La ricetta veniva tramandata oralmente, dalle suore più anziane a quelle più giovani. Una delle prime ricette dell'Agnello pasquale porta la data del 1898 ed è appartenuta ad una ricca famiglia della borghesia agraria e solfifera dell'Ottocento favarese.
Allora era un dolce poco diffuso e  di produzione strettamente familiare, in quanto non poteva competere con i cannoli siciliani, 'Cciardoni e tanti altri dolci tipici siciliani apprezzati da cento anni addietro dai favaresi. Ne fa alcuni accenni lacunosi il barone Antonio Mendola, illustre benefattore favarese.
Questo dolce è stato assaggiato il 12 maggio 1923, da mons. Giuseppe Roncalli (1881-1963 - eletto Papa Giovanni XXIII il 28-10-1958), quando, essendo in visita ad Agrigento e dovendo rientrare a Roma, il canonico Antonio Sutera volle accompagnarlo fino a Caltanissetta e, passando per Favara, insieme si fermarono nella sua residenza di via Umberto per prendere un caffè e, per l'occasione, assaggiare questo dolce favarese preparato da suor Concetta Lombardo del Collegio di Maria.
Il dolce venne talmente apprezzato da mons. Roncalli, al punto tale che a 40 anni esatti dalla visita ad Agrigento-Favara, precisamente l'11 maggio 1963, ricevendo il nuovo vescovo ausiliare di Agrigento, mons. Calogero Lauricella, accompagnato per l'occasione, dal teologo Antonio Sutera (nipote del canonico Antonio Sutera), studente all'Università di Roma, papa Giovanni XXIII volle ricordare due cose in particolare: la visita effettuata ai templi di Agrigento e il gusto particolare dell'Agnello pasquale, consumato a Favara.