giovedì 23 novembre 2017

Diario di uno scrittore.....Parte Prima



Le luci dell'alba

Le luci dell’alba erano ormai una consuetudine, un rito quasi magico che avevano trasformato l’ora del caffè, in un momento dal gusto irrinunciabile. Quattro minuti di lungo silenzio che accompagnavano in veranda il giovane scrittore Pix Promenade, il cui sguardo e pensiero si perdeva puntualmente tra i rumori del mare:
“Ed è da qui che vedo il mare
dove nascono lenti i pensieri
dove muoiono vecchi i ricordi
protagonisti di oggi e di ieri.”
Questo disse fra se Pix, scrivendolo su un piccolo foglio posizionato come postit su una bacheca appesa al muro della veranda. Un collage di pensieri che Pix riponeva minuziosamente come un puzzle, curandone ogni minimo particolare, abbandonando di tanto in tanto il foglio più usurato dal sole, lanciandolo via come foglia nel vento. Anche questa volta Pix stacco’ un fogliettino:”Ancora una cosa prima di andare dammi la mano e lasciati amare” , un rapido gesto di mano rivolto verso l’alto fece scivolare via lo scritto, che scomparve tra la spiaggia ed il rumore delle onde. Pix abitava a ridosso del mare, una splendida abitazione ricevuta in eredità dai facoltosi genitori, cosi grande che spesso il forte silenzio lo turbava. La villa si estendeva su due livelli,zona giorno e zona notte, un ampio giardino, piscina e la veranda vista mare. Finito il caffè Pix, come era solito fare, indossò una tuta ginnica e giù via per la spiaggia, per quella corsa mattutina che apriva da anni le sue giornate. Uno scenario ricco di odori e personaggi che popolavano già alle prime luci dell’alba le splendide coste di Taormina. Il vociare dei pescatori si mescolava al canto dei gabbiani, che planavano liberi lungo il blu delle incontaminate acque come a sfidare Pix nella corsa. Lo scrittore era conosciuto da tutta la gente del luogo, con la quale spesso intratteneva lunghe conversazioni regalando di rado qualche suo verso che gli valse l’appellativo di:”U Poeta”. Ed è cosi che Pix, su insistenza dello zio Totò un anziano pescatore incontrato lungo il percorso, si trovò a recitare u Poema du Mari (la poesia del mare):
Adesso me ne vado
per un mare di emozioni
il fragore della nave
detta nuove sensazioni.
Uno stretto ci separa
se non altro per distanza
mentre guardo l’orizzonte
vedo ancora la tua stanza.
A stento sento il corpo
che si presta al movimento
mentre io con sguardo spento
cerco il tuo e vado lento.
Ciao zio Totò, cosi si rivolse lo scrittore salutando velocemente l’anziano pescatore che vedendo Pix riprendere la corsa gli andò dietro per un breve tratto gridandogli: Questa sera sarai ospite mio… Correva Pix libero nei pensieri sino a quando il suo sguardo fu catturato da una figura femminile, che faceva jogging in senso opposto al suo. Un incrocio fulmineo di sguardi che fece rallentare Pix fino a fermarsi.

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