martedì 5 aprile 2016

Poesia di Emily Dickinson



Restai insaziata tutti i miei anni.
Arrivato il pomeriggio, tremante
avvicinai il tavolo per mangiare
e assaggiai un vino strano,

quello che avevo visto sulle tavole
quando affamata - tornando a casa -
guardavo attraverso i vetri la ricchezza
che non speravo di possedere mai.

Non conobbi l'abbondanza del pane -
era diversa la briciola
che avevo divisa con gli uccelli
nella sala da pranzo della natura.

Il troppo mi urta - è così insolito.
Mi sentivo a disagio, spaesata -
come una bacca ai fratta montana
trapiantata sulla strada.

E non avevo fame. Allora capii
che la fame è un istinto
di chi guarda le vetrine dal di fuori.
L'entrare, la disperde.

Emily Dickinson......

 La mente meravigliosa, l'essere dalla indefinibile sensibilità, la donna che si autodefiniva "piccola come uno scricciolo, con i capelli del colore delle castagne e con gli occhi color del Porto che gli ospiti hanno lasciato sul fondo del bicchiere"trova finalmente la risposta alle domande di una vita.
Nella sua stanza troveranno una serie di libretti confezionati a mano e pezzetti di carta e di buste con tutte le sue poesie ( a volte accompagnati da materiale figurativo con effetti di collage), autentici gioielli in eredità per le generazioni future.
In una sua lirica aveva scritto "E' questa la mia lettera al mondo… Il suo messaggio è consegnato a mani per me invisibili…".

Nessun commento:

Posta un commento