giovedì 14 giugno 2018

Papavero Nero




Il cielo grigio che bagna la pelle
papavero nero strappato alle stelle
il tuo prufumo d'estate al mattino
la pioggia fresca sul mio cuscino.
Col caldo chiudo  tutte le porte
goderti  in silenzio solo la notte
soffocare l'atroce e vigliacco piacere
del ghiaccio gelido dentro un bicchiere.
L' unica forma  della sostanza
la goccia in fila sul letto che danza
scheletro armato di ogni pensiero
 vizio celato e mio desiderio.....

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domenica 3 giugno 2018

La cucina dei pescatori il "Gazpachuelo"



Mi piaceva godere dei meravigliosi
colori dell' alba, un buon caffè
come da consuetudine accompagnava le delicate onde del mare, e la vista emozionata mi regalava un appagante senso di libertà.
La veranda era l' angolo della casa in cui ero privo di ogni forma di restrizione, vincolo sociale, ragnatele che rilegavano il mio essere alla monotona routine, a gesti dovuti per
l'omologazione di massa.
Quella mattina avevo molteplici appuntamenti, il lavoro impegnava gran parte della mia giornata, il telefono immancabile ne scandiva i minuti....
Il paesaggio costiero rendeva meno stressante lo spostamento in auto, una breve sosta per il rifornimento cambiò totalmente il proseguo della giornata...
Scesi dall'auto, scambiai quattro chiacchere con il personale della pompa di benzina, comprai un pacco di gomme da masticare, e la mia curiosita' fu catturata da un piccolo pezzo di carta adiagiato sul marciapiede vicino.
Presi la carta stropicciata , ne riporto integralmente il contenuto:
"Non sia schiavo altrui chi può essere signore di se stesso....Paracelso".
In macchina  quelle parole continuavano a rimbalzare nella mente, quasi a voler scardinare il muro delle regole, il destino decise di portarmi altrove....
Rallentai la marcia, arrivai in una parte di costa poco visibile dalla strada, spento il telefono, decisi di trasgredire e sentirmi libero,  declinando con fare poco professionale tutti gli  appuntamenti.
Ero felice, le voci di alcuni bambini incrociavano il verso dei gabbiani, a piedi nudi  per la sabbia mi avvicinai ad una  capanna ricavata da alcune vecchie barche, un profumo meraviglioso scosse il mio stomaco, con faccia tosta approfittai dell'ospitalità di due pescatori che stavano preparando ciò che viene chiamato "Gazpachuelo",  lo chef del mare detto "Zio Giova", un anziano con la pelle bruciata dal sole, mi racconto' di aver imparato la ricetta da un amico pescatore che era stato a malaga, e ne tramandava  i segreti.
Uno dei piatti più buoni che abbia mai gustato.....mi trovavo lungo le coste di  Villafranca (Me) piccola cittadina affacciata sul mar Tirreno.
Voglio soffermarmi sulla figura dello Zio Giova, di quasi 80 anni, grazie ad un paio di bicchieri di buon vino mi fece una confidenza, la ricetta dello "Gazpachuelo" gli fu tramandata da una ragazza Spagnola, della quale si era profondamente innamorato, conosciuta in giovane età in Spagna, e per la quale scrisse delle splendide parole:
Adesso me ne vado
per un mare di emozioni
il fragore della nave
detta nuove senzazioni.
Uno stretto ci separa
se non altro per distanza
mentre guardo l'orizzonte
vedo ancora la tua stanza.
A stento sento il corpo
che si presta al movimento
mentre io con sguardo spento
cerco il tuo e vado lento...

Se passate da quelle parti provate a chiedere ai pescatori locali,  chissà  se la Dea bendata decida di regalarvi   il sapore unico  di  un piatto poco conosciuto, tipico della tradizione culinaria Spagnola...

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Composizione:

Brodo di pesce
Maionese a base d’aglio, tuorlo e olio d’oliva
Chiara d’uovo
Pane tostato
Patate....



mercoledì 30 maggio 2018

Giove e " l'antico segreto dell'Agnello Pasquale"




Aria tiepida piacevole, l'odore del mandorlo rendeva nobile la mia docile posa, tra lo spazio e la forma di una valle fiorita, lo sguardo si perdeva facilmente nel mare celeste.
Immerso nella storia, apprezzavo l'architettura ed i contorni della Grecia Sicula, in una strada su per l'Olimpo, ove Giove impose la sua Magnificenza, mi trovai al cospetto del Tempio della Concordia.....
Rimasi in silenzio per alcuni minuti, quasi a voler sfidare Munch, tutto fu breve però, non urlai, ma  la chiacchiera mi condusse via, un oracolo o forse un uomo " ai limiti della ragione"  mi regalò madam Follia, facendomi scoprire il piacevole paradiso del Gusto.....
Uno sguardo impenetrabile, barba folta, lunghi capelli, un barbaro tra i Greci, con voce ferma mi disse "Beddu picciotto( bel ragazzo), Chi consistendo nel luogo e nel tempo, libererà le ragioni delle idee dal luogo e dal tempo, si confermerà agli enti Divini".
Pensai che fosse un pazzo, lui incalzo':"Parlo in nome di Giordano, Bruno Giordano",   scusate il francesismo ma chi "'cazz'è"' dissi tra me..., scoprii più tardi che si trattava di un filosofo del XVI secolo.
Con fare scortese decisi di andare, l'uomo continuò:"Non lasciare questa terra senza aver decapitato l'Agnello, quello Pasquale", e giù una grossa risata.....
Via, discesi la Valle, tra Giordano Bruno, e agnelli decapitati, la giornata era iniziata  nel migliore dei modi, in macchina, tra rotonde, interruzioni, deviazioni,  una prova feroce per il mio senso dell'orientamento,  arrivai casualmente all'ingresso di un paese, sotto un cartello che testualmente riportava: Benvenuti nella città dell' agnello Pasquale"....
Madooo, l'agnello mi perseguitava, decisi di capire cosa si nascondesse dietro il culto di questo animale, chiesi un po' in giro, e la gente ospitale delizio' le mie papille gustative con il dolce tipico di pasqua:
"L' Agnello Pasquale"...dimenticavo mi trovavo a Favara....

Favara Sagra dell'Agnello Pasquale

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L'Agnello Pasquale è costituito da:
pasta reale, ottenuta dalla lavorazione a caldo di mandorle tritate, acqua e zucchero;pasta di pistacchio, che costituisce il ripieno, ottenuta dalla lavorazione a caldo di pistacchi tritati, acqua e zucchero.
Per aromatizzare si può usare scorza di limone grattugiata e profumo di vaniglia. La classica decorazione è la "velata", cioè zucchero fondente che copre l'intero Agnello....
La vera ricetta è un antico segreto che ogni famiglia Favarese custodisce con parsimonia....
Per chi volesse assaporare l' Agnello Pasquale consiglio di rivolgersi alla signora Claudia che realizza il tutto tramite l' antica ricetta e prodotti rigorosamente artigianali, il prodotto finito è riportato nella foto dell' articolo, per info, se può essere utile lascio il suo contatto telefonico: 389/1547066.

Cenni storici
La tradizione narra che le prime a preparare questo dolce furono le suore del Collegio di Mariadel quartiere "Batia" di Favara. La ricetta veniva tramandata oralmente, dalle suore più anziane a quelle più giovani. Una delle prime ricette dell'Agnello pasquale porta la data del 1898 ed è appartenuta ad una ricca famiglia della borghesia agraria e solfifera dell'Ottocento favarese.
Allora era un dolce poco diffuso e  di produzione strettamente familiare, in quanto non poteva competere con i cannoli siciliani, 'Cciardoni e tanti altri dolci tipici siciliani apprezzati da cento anni addietro dai favaresi. Ne fa alcuni accenni lacunosi il barone Antonio Mendola, illustre benefattore favarese.
Questo dolce è stato assaggiato il 12 maggio 1923, da mons. Giuseppe Roncalli (1881-1963 - eletto Papa Giovanni XXIII il 28-10-1958), quando, essendo in visita ad Agrigento e dovendo rientrare a Roma, il canonico Antonio Sutera volle accompagnarlo fino a Caltanissetta e, passando per Favara, insieme si fermarono nella sua residenza di via Umberto per prendere un caffè e, per l'occasione, assaggiare questo dolce favarese preparato da suor Concetta Lombardo del Collegio di Maria.
Il dolce venne talmente apprezzato da mons. Roncalli, al punto tale che a 40 anni esatti dalla visita ad Agrigento-Favara, precisamente l'11 maggio 1963, ricevendo il nuovo vescovo ausiliare di Agrigento, mons. Calogero Lauricella, accompagnato per l'occasione, dal teologo Antonio Sutera (nipote del canonico Antonio Sutera), studente all'Università di Roma, papa Giovanni XXIII volle ricordare due cose in particolare: la visita effettuata ai templi di Agrigento e il gusto particolare dell'Agnello pasquale, consumato a Favara.

venerdì 25 maggio 2018

"Patruni e Sutta" a colpi di Pitone








Camminavo lentamente, alla ricerca di qualcosa che potesse dare colore alla mia tela, mi piaceva dipingere,  erano anni ormai che i pennelli accompagnavano la mia vita. Trovavo l'ispirazione per strada, gli odori, i rumori, le grida della gente, la vita urbana si amalgamava al mio essere, regalandomi senza pretese ciò che definisco "Centratura Armonica". Così senza pensare, in piena follia da relax, mi ritrovai a camminare per dei vicoli particolari, in pieno centro storico, tra faccie curiose, odori particolari, anziani seriosi, tutto mi appariva magicamente strano....
Accesi la pipa, l'odore del tabacco si mescolava con il meraviglioso profumo di frittura che proveniva da un vecchio garage, ricco di voci dialettali....
Mi avvicinai, il garage ospitava molta gente, tutta accalcata  ai lati di un tavolino, ove giovanotti del luogo  stavano disputando una partita a carte. Nella concitazione, nessuno fece caso alla mia presenza, questo per dieci minuti, quando un anziano mi domando: " E tu cu sì, a cu apparteni"? Nel dialetto locale l'anziano mi domandava chi fossi e quale fosse la mia famiglia, spiegai di essere un visitatore curioso che stava andando via, ma l'anziano mi prese per braccio e gridò :" Mezza birra".
Entrai nel vortice pericoloso del "Patruni e Sutta", tradotto padrone e sotto, il gioco di carte che animava il garage...
Qualche birra piu' tardi, una donna del posto portò un vassoio colmo di pezzi di rosticceria fatta in casa, che non avevo mai visto, fu così che mangiai per la prima volta il "pitone"....e fu subito amore, assolutamente da gustare, dimenticavo mi trovavo a Messina.......

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Curiosita' del gioco Patruni e sutta:
Patruni e Sutta e' un un gioco alcolico che si fa appunto con la birra e le carte tradizionali da scopa (mazzo da 40). La prima fase del gioco consiste nel giocare una tradizionale briscola a squadre. Chi perde paga da bere, che nel caso di 4 giocatori sono 2, nel caso di 6 giocatori sono 3 e nel caso di 8 giocatori sono 4.Oltre alle bottiglie serve un numero di bicchieri pari al numero delle bottiglie sul tavolo. I bicchieri devono essere fatti in modo che, versando la bevanda fino a colmare l'orlo degli stessi, ne resti la metà nelle bottiglie.Nella seconda fase del gioco, si rincartano le carte e le si distribuiscono a tutti i giocatori in egual numero.Chi possiede la primiera più alta si dice che è u patruni (il padrone), colui che possiede il secondo punteggio più alto è u sutta (il sotto).
La primiera si calcola nel seguente modo:
Valore carta=Valore primiera;
7=21 , 6=18 , asso=16 , 5=15 , 4=14 , 3=13 , 2=12 , Re=10 , Cavallo=10 , Fante=10
A questo punto "U sutta" propone il giocatore che dovrà bere al "Patruni", il quale può rispondere affermativamente o in modo negativo. Ovviamente quando capitano due della stessa squadra sia vincente che perdente vorranno far bere solamente i loro compagni. Il gioco si complica quando "u patruni" e "u sutta" non sono della stessa squadra e si cerca di arrivare a compromessi per far bere i propri compagni. Esaurite le bevande sul tavolo, se ne portano altre e si ricomincia una nuova briscola e così un nuovo giro. 

Il pitone Messinese:
Si tratta di un sottile guscio di pasta non lievitata a base di strutto, farina, acqua e vino, che viene farcito tradizionalmente con tuma o primo sale, scarola riccia (indivia), acciuga e tanto, tantissimo pepe nero...

martedì 22 maggio 2018

" Whiskey Sour" Il drink a sorpresa




Poche idee e confuse, questo a simboleggiare l'inizio della mia serata, in uno di quei soliti week-end in cui hai semplicemente voglia di te stesso, di comode  ciabatte,  dell'inseparabile divano ed una birra fredda, la più economica a cui confidare i segreti più intimi. Sotto la doccia, il veloce getto d'acqua portava via la schiuma  dal mio corpo, a ritmo di Vibrazioni:
"L’alba che scopre il mio viso
  Sono sveglio e mi vesto nel posto
  Sbagliato
 Così sbagliato"….
Continuavo a canticchiare, in una doccia Sanremese, in pieno stile debuttante allo sbaraglio, vorranno perdonarmi le "Vibrazioni", ho fatto del mio meglio,  ma la parola "sbagliato" mi convinse al tradimento d'Amore più difficile e complicato della storia, senza spiegazioni abbandonai il divano. Vestito velocemente, come un amante frettoloso, uscii di casa, mi piacerebbe dire a bordo della mia fiammante auto, o un Harley stile biker,  ma a disposizione avevo una bicicletta e la mia cara e vecchia "Non fare scherzi", una Daewoo Lanos del 2001 km 200.000, battezzata così  perché uscire in sua compagnia era un colpo indescrivibile di adrenalina, la sua permalosita' e gelosia alla vista di altre macchine poteva decretare il fine serata, e passeggiatina a piedi…
Con lo stereo a palla, mi funzionava un solo altoparlante, il vento in faccia, il finestrino lato passeggero non completava la  chiusura, mi diressi verso il quartiere della mouvida giovanile, almeno questa era l' intenzione, perché Non fare scherzi  insensibile come sempre decise di fermarsi in via "Vicolo Pistacchio"…
Una lunga passeggiata,  gli amici quando servono non rispondono mai, fui attirato ed incuriosito da una gran folla di ragazzi fuori da un bar, regalano da bere pensai, decisi  di entrare. Bella musica, bel locale, non ricordo il nome forse "Su di Giri", bella gente,  avevo una gran sete dopo la maratona serale a cui avevo partecipato, e semplicemente volevo dell'acqua minerale. Con fatica mi avvicinai al bancone, domandai una minerale, una ragazza  come fossi un alieno mi guardò sorpresa,  con vergogna cambiai scelta e fu subito amore: "WISKEY SOUYR"…..letto per sbaglio sulla brochure aperta dei cocktails..
Il whiskey sour, pur avendo un’anima d’acciaio, è un cocktail avvolgente, dal sapore preciso e netto, con i profumi caramellati e affumicati del bourbon che si ritrovano rinfrescati dalla carica aromatica del limone.
Il metodo di preparazione è quello dei primi cocktail:
zucchero nel bicchiere, succo, whiskey e ghiaccio sbriciolato o almeno questa è la prima ricetta scritta da Jerry Thomas.
Oggi si tende a usare lo sciroppo di zucchero per avere un cocktail più amalgamato e compatto, ma nulla  vieta di usare il metodo antico.

Ingredienti e dosi del Whiskey Sour

4,5 cl di bourbon whiskey
3 cl di succo di limone
1,5 cl di sciroppo di zucchero

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domenica 20 maggio 2018

Young Signorino Pix Promenade Parodia della scrittura


La scrittura è il mio piacere
Ua ua ua ah
mentre parlo al mio bicchiere
ah ah ah ah ah ah ah
rido piango piango rido
Hi hi hi hi hi hi hi
mentro gioco con la biro
Bi bi bi bi bi bi bi
Nella notte sudo freddo
se se se se se se se
con le mani nel pennello
pere pere pere pe
io dipingo la mia tela
Te te te te te te te
mentre mangio la cannella
RE RE RE RE RE RE RE
sempre azzurro il cielo é!!!!

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sabato 19 maggio 2018

Parole e Zanzare



Dal mio centimetro  mi faccio male
sparo nell' aria parole e zanzare
seguo la folla voglio scappare
amo del ghiaccio nella minerale.
Lascio un millimetro  diventa passo
l' orma del cane  mangia il suo osso
non oso ridere salto in un fosso
ballo col principe nato da un rospo.
Ma quanto mormora questa zanzara
la mia parola si perde nell' aria
da quel centimetro ombra di un sasso
un topo corre e lancia un asso....

Pix Promenade.....